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11/28/2007 I Don't Want To Grow UpRamones
When I'm lyin' in my bed at night I don't wanna grow up Nothing ever seems to turn out right I don't wanna grow up How do you move in a world of fog that's always changing things Makes wish that I could be a dog When I see the price that you pay I don't wanna grow up I don't ever want to be that way I don't wanna grow up Seems that folks turn into things that they never want The only thing to live for is today... I'm gonna put a hole in my T.V. set I don't wanna grow up Open up the medicine chest I don't wanna grow up I don't wanna have to shout it out I don't want my hair to fall out I don't wanna be filled with doubt I don't wanna be a good boy scout I don't wanna have to learn to count I don't wanna have the biggest amount I don't wanna grow up Well when I see my parents fight I don't wanna grow up They all go out and drinkin all night I don't wanna grow up I'd rather stay here in my room Nothin' out there but sad and gloom I don't wanna live in a big old tomb on grand street When I see the 5 oclock news I don't wanna grow up Comb their hair and shine their shoes I don't wanna grow up Stay around in my old hometown I don't wanna put no money down I don't wanna get a big old loan Work them fingers to the bone I don't wanna float on a broom Fall in love, get married then boom How the hell did it get here so soon I don't wanna grow up
...E Non Aggiungo Altro...
11/15/2007 Blonde RedHead + Interpol, Teatro SaschAll, FirenzeAnche se in ritardo di qualche giorno, non potevo di certo rinunciare a elargire gratuitamente le mie solite boiate, riguardo un altro bellissimo evento musicale al quale non ho saputo mancare: gli Interpol aperti dai Blonde RedHead al teatro SaschAll di Firenze!!! (eh... figata si... però 28,75 pleuri... ).
Eravamo io e il Marcodettobbì, saliti in groppa alla mia golfetta in direzione Firenze, convinti di beccare il Moro e Irene(cugina del Bbìdettomarco), così non è andata, ma pazienza se ce lo siamo beccato in 2 soli soletti, quasi romantici.
Entriamo in questo teatro futurista, che gia la calca calcava pesantemente, e la musica musicava leggera le note di "In Particular", i Blonde RedHead erano sul palco, e arrivare a una distanza ragionevole da loro è stata un impresa, ma una volta trovato in nostro (piccolo) angolo di paradiso, tutto è filato liscio.
Mentra la calca calcava sempre di più... bè...
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Una quarantina di minuti per loro... una vera sorpresa scoprirli così bravi dal vivo... Belli e Bravi... (forse la bassista cantante Kazu Makino era un po strafatta...)
Dopodichè... tralasciando la solita mezzora abbondante di attesa snervante, interrotta solo da una snervellatempi,... bè....
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....e poi....
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Un ora e mezza abbondante bis compreso, una carica adrenalitica, e le parole del chitarrista: "This is a fucking good odience!!!" ...che dire?
Apparte l'ore buona persa alla ricerca del distributore del metano perduto, tutto bene...
(Mi Scuso Profondamente Per La Scarsa Qualità Audio Dei Filmati... Ma Tenevo Il Dito Sul Microfono Della FotoCamer Digitale....... Lo So, Lo so... Sono Un Idiota...)
11/1/2007 Trentemoller, Brancaleone, Roma, ItaliaVisti i precendeti, alle 9.15 eravamo li. Come li dove? Al Brancaleone! Mancavano "solo" 1 ora e 45 all'apertura, e di fila non ce n'era proprio... ma noi eravamo li, senza pentimento alcuno, coi nostri beveroni pronti e utili proprio per riempire di alcool e compagnia quel tempo infinito che ci separava dall'ingresso e soprattutto dall'esibizione di Trentemoller, Dj danese per lo più minimale, che sicuramente non avrebbe iniziato prima delle 1.
E così ci siamo trastullati tra interno e esterno, belli briachelli e trottorellanti qua e la, per riempire il più possibile il locale, quand'ecco che la sala grande apre, che ora sarà stata?non ne ho idea, sicuramente dopo mezzanotte... e l'attesa saliva con l'aumentare della vicinanza.
Quando il dj del momento annuncia Trente, la gioia scivola lentamente dentro di me raschiando le pareti, e si miscela sempre più lentamente con la musica che comincia a uscire dai diabolici e complicati strumenti... un delirio zuppo di sudore in quella bolgia, riempita, brulicante e calda.
Il tempo poi ha preso una piega strana e inaspettata, Trente ci saluta, la delusione ci avvolge, saranno passati 10 minuti... o forse no...
Il tempo è stato giullare, e ci ha lasciati li, tremendamente voiosi, ma Trente aveva suonato un ora e mezzo, non molto, ma così è andata, e subito dopo ci siamo accorti della calca, del caldo, della gente, del sudore, del casino... ed abbiamo cominciato a desiderare un po di tranquillità e un po di temperatura gradevole... cosicchè il salottino e il cinema sono diventati il nostro angolo di paradiso, insieme al cesso dove avveniva un costante viavai di portatori d'acqua.
Quando c'hanno cacciato dal salottino la sala del ballaio era intrisa di tutto il possibile e immaginabile, impossibile da raggiungere soprattutto mentalmente, alchè mi sono armato di giacchetto e sciarpa mentre l'aria fresca pareva solleticare il mio cervelletto stanco, che ormai chiedeva solo di essere adagiato dolcemente in qualche posto... e così la macchina del Far è stata il luogo, fino all'arrivo in patria marscianese, ore 7.00, uno smanettatempie per conciliare e poi al meritato riposo. |
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