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    9/28/2007

    Inconsapevolezza

     
    DEDICATO A TUTTI COLORO CHE NON SOPPORTANO CHE LA REALTA' VENGA A BUSSARE ALLA PORTA DEL LORO MONDO INCANTATO, FATTO APPOSTA, SU MISURA PER LORO.
    APRITE GLI OCCHI E GUARDATE FUORI DAL GUSCIO, FUORI DALLA PORTA, FUORI DAL CONFINE, GUARDATE IL CIELO, HA UN COLORE SOLO, ED E'DI TUTTI!
     
     
    "....Certo bisogna farne di strada
    da una ginnastica d'obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano
    che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta
    per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni
    da non riuscire più a capire
    che non ci sono poteri buoni
    ...."

    "...C'hanno insegnato la meraviglia
    verso la gente che ruba il pane
    ora sappiamo che è un delitto
    il non rubare quando si ha fame
    ora sappiamo che
    è un delitto
    il non rubare quando si ha fame
    ...."

    "...
    Per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti
    ...."
     
    Strofe tratte da "Nella Mia Ora Di Libertà" di Fabrizio De Andrè

    9/24/2007

    Dura La Vita Senza Web!

    Il finesettimana è trascorso senza linea ADSL.
    Mi son gia scordato quello che ho fatto.
    O forse non ho voglia di raccontarlo.
    O forse ero troppo ubriaco per ricordarlo.
    O forse sono troppo ubriaco adesso per scriverlo.
    Forse...
    Mha...
    Quale sarà la verità?
    (Sempre che esista...)
    9/16/2007

    Piazza IV Novembre - Daniele Silvestri

    La cena da Chiara è trascorsa piacevole e ilare, la compagnia era buona, e tutti sembravano essere socievoli al punto giusto, e dopo aver scoperto gli effetti energetici della red-bull, le cazzate ci hanno (mi hanno?) pervaso, e ci hanno lasciato solo quando ci siamo accorti che era tardi e Daniele Silvestri gia stava suonando!
    Quando comincia la ricerca di un parcheggio, gia annusavo l'odore di cazzo in culo, file, file ovunque, ogni singolo parcheggio di Perugia aveva creato una fila, era tutto intasato, e intanto Silvestri cantava, e io guidavo, e bastemmiavo, e cercavo.
    Alla fine mi sono arreso all'evidenza, parcheggio dell'università, con conseguenti melefiche scalette dell'acquedotto, le scale di Perugia più odiate dagli studenti.
    Mentre si saliva, apparte il fiatone, si comincia a sentire la musica, e la bolgia! Man mano che piazza IV novembre si apriva davanti a noi, la nostra bocca si spalancava, un mare, un oceano di gente, che riempiva brulicante la piazza, e effluiva lungo tutto il corso, fino in fondo, fino a quando la vista non si perdeva, e Silvestri continuava a cantare, cantava contento come una pasqua, vabbè che era gratis, ma tutta quella gente penso possa rendere giulivo un artista...
    Non abbiamo sentito molto del concerto, 5 forse 6 canzoni, tra cui 2 delle mie preferite, "L'uomo col megafono" e (ovviamente per ultima) "Cohiba" (durante la quale, ebbro del ricordo del capodanno Senese del 2002/2003, mi sono tuffato in mezzo alla bolgia...).
    Finito il concerto, mentre perdevamo pezzi in giro, abbiamo mestamente ripreso a sparare cazzate, poi lentamente,  la stanchezza ha cominciato a prendere possesso di noi, e, nello scemare della serata, anche il tentativo di tirarci su con un bel bombolone, è tristemente fallito, e affondato nelle chiacchiere sconnesse del mattarello di Elce, che mi ha regalato gli ultimi sorrisi, prima di lanciarmi nell'impresa gloriosa di riuscire a tornare a casa senza sfracellarmi in qualche greppo.
    9/4/2007

    Leggete Gente, Leggete... E Meditate!

    QUALCUNO ERA COMUNISTA

    (Giorgio Gaber, "Il Teatro canzone"  1992.)

    Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
    La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no?
    Lavoro, la famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, non vado neanche a caccia.
    Uh? Ah, voi parlavate di prima. Ah ma prima, ma prima mi sono comportato come tutti.
    Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì jeans, maglione, l’eskimo. Perché, non va bene? Era comodo.
    Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa contavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì…"Ciao bella ciao". Devo parlar più forte? Sì, "Ciao, bella, ciao" l’ho cantata d’accordo e anche l’Internazionale, però in coro eh, in coro.
    Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visto anch’io gli intillimanni, però non ho pianto.
    Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
    Manifesti? Non mi pare. Forse uno, piccolo però, piccolino: "Che Ghevara". Ma che cos’è un processo questo qui?
    No, no, no, io quello no, il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma una volta ma… un pugnettino rapido proprio…
    Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh.


    Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…


    qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
    Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
    Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre".
    Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
    Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
    Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
    Qualcuno era comunista perché: "La storia è dalla nostra parte!".
    Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
    Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
    Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
    Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
    Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
    Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
    Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
    Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
    Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
    Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
    Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
    Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
    Qualcuno era comunista perché la borghesia - il proletariato - la lotta di classe. Facile no?
    Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
    Qualcuno era comunista perché: "Viva Marx, viva Lienin, Viva Mao Zetung".
    Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
    Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
    Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
    Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
    Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
    Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il "materialismo dialettico" per il "Vangelo secondo Lienin".
    Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
    Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
    Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
    Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
    Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
    Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
    Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
    Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
    Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
    Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
    Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
    Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
    Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
    Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.


    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".


    E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.


    Due miserie in un corpo solo.

     

    Consiglio vivamente l'ascolto di questo monologo, la semplice lettura non renderà mai merito all'enfasi ed all'emozione trasmesse dalla splendida voce e recitazione di Giorgio Gaber


     

    9/3/2007

    Ode alla Cipolla

    Cipolla, amore mio!
    Grazie Cannara per aver accolto 10 disperati in cerca del tuo cibo più prezioso, la Cipolla!!!
    Bufy, Sofia, Davide, Chiara, Canna, Nicola, Isabel, Luca, Antonella, Roberto, questa era la squadra, prostrata, genoflessa, in religiosa adorazione della nostra unica Dea Cipolla!
    Grazie ancora!
    Grazie, nonostante le scorregge al sapore di carogna in putrefazione avanzata, grazie!
    Grazie, nonostante il risveglio con la sensazione di aver dormito con una Cipolla in bocca, grazie!
    Grazie, nonostante l'aura che mi rendeva inavvicinabile, che ho avuto intorno fino alle quattro del pomeriggio del giorno dopo, grazie!
    Grazie, nonostante i rutti dall'odore di cloaca intasata da un decennio, grazie!
    Grazie, nonostante una giornata immolata interamente alla flautolenza, in tuo onore, grazie, ma per Te, questo ed altro.
    Grazie, mia Adorata, ci rivedremo l'anno prossimo, con fede sempre crescente.
     
     
    Il tuo servo e discepolo, Bufy
     
    9/1/2007

    Chianciano Terme = Julie's Haircut + Marta Sui Tubi

    Partenza di fretta e in sordina per i nostri 5 personaggi in cerca d'autore, detti anche: Io, Marcobbì, Tommy, Far, Selis.
    Dopo un oretta di strade disperse nel nulla più nulla del sud del Trasimeno, approdiamo in Chianciano Terme, senza avere la minima idea di dove suonassero e a che ora, se fosse un locale o all'aperto, ma tutte informazione che s'è riusciti a reperire in men che non si dica da una cordialissima vecchietta che si spippacciava la sua bella sigaretta sulla verandina di un albergo, uno dei tanti, tantissimi, perchè questo posto ha più alberghi che sassi, tutto un albergo... nient'altro che alberghi.... AAAAAAAAH!
    Cmq sia, s'affacciamo al parchetto dopo una non facile manovra di parcheggio, si perchè a Chianciano deve esserci uno sport molto in voga, chiamato "parcheggia in modo che NESSUNALTRO riesca a fare lo stesso nelle vicinanze!"... Entriamo e i julie's Haircut erano gia sul palco, carichi al punto giusto e pronti per spararci la loro psichedelia un po rock, un po noise, un altro po elettronica, e un altro pelo qualcosa, e un altro pelino qualcosaltro ancora, rimango basito alla scoperta che loro sono il gruppo spalla...
    Il concerto fluisce via lasciando larghi strascichi di emozioni, tra cui il momento in cui il (forse) lurido clerk scende dal palco, dà una scatoletta collegata a un filo a un tipo, dà una luce al Far, e gli dice di muovercela davanti, ottenendo un incredibile effetto theremin (http://it.wikipedia.org/wiki/Theremin).
    Bellissimi momenti, insomma, ma tutti inscritti nel cerchio della grande domanda esistenziale, che ci stava accompagnando da diversi giorni: SARA' LUI (ndr: cantante dei Julie's Haircut) IL LURIDO CLERK??? (*Nota:La Spiegazione Sta In Fondo*), così tra spippacciamenti e ceres, entriamo in pieno nei Marta Sui Tubi, gruppo sicuramente originale, a volte un po forzato, ma sicuramente esilarante e coinvolgente (almeno dal vivo! ascoltandoli da stereo non mi avevano preso per nulla), grandissimi soprattutto per aver improvvisato un concertino live-acustico, quando la loro amplificazione è saltata, seduti sul bordo del palco, con il pubblico accolto intorno a loro, in attesa che tutto fosse ripristinato. voto per il piacere di suonare: 10+
    Anche i Marta sui Tubi ci lasciano e noi soliti 5 di prima, rimaniamo nei paraggi a berci il nostro birrino, quand'ecco che, dopo innumerevoli pressioni e richieste dai miei compagni di viaggio, mi carico di coraggio e faccia da culo, mi avvicino al (forse, ma ancora per poco) lurido clerk e svelo l'arcano: NON E' IL LURIDO CLERK! Cade un mito, ripiombiamo nelle vortici viscerali della curiosità: CHI CAZZO E' ALLORA IL LURIDO CLERK???
    Solo degli insulti e tentativi di pestaggio verso un paio di robbosi presenti ci ridestano dai "nostri pensieri troppo alti e scollegati" (cit.), la situazione si stava scaldando, meglio filarsela...
    ... E ce la siamo filata, dopo aver tenuto di forza sveglio il Tommy per tutto (o quasi... ) il viaggio di ritorno, ....tutti quanti... A MAGNA IL BOCCONCELLO DA CICIONI (1 bocconcello in 3 non bastava, c'è voluto il secondo in 3 per saziare la nostra fame...). voto per la fognosità: 10+ (soprattutto per il Tommy che fomentava!!!)
     
     
     
     
    (*Nota*) 
       
    Tono Metallico Standard
    Offlaga Disco Pax
     
    In centro ha aperto un negozio di roba cinematografica,riviste, colonne sonore.
    Per un piccola città è un evento.
    Si tratta di uno spazio pieno di cose evocative,ma con una drammatica lacuna: il titolare è un giovanotto rigidamente alternativo,supponente e antipatico.

    Se la tira da paura insomma,e nonostante gli abbia già sganciati 200€ tra dischi libri e film non mi si fila per niente.

    Il negozio è suo,ma sembra un commesso della standa la vigilia di natale

    e sul suo viso campeggia una scritta enorme:"perchè lo faccio?non vedi che io non ci vorrei stare qui?"

    Sento una bella canzone e gli chiedo chi è che canta.
    Con la solita faccia mi risponde col suo
    tono metallico standard
    e dice rassegnato "E' Mark Lanegan"

    Poi un lampo di vita, si ridesta dai suoi pensieri troppo alti
    e scollegati
    e mi comunica deciso:
    "Non credo tu lo conosca, era il cantante degli
    Screaming Trees". Ora capisco. Il mio aspetto ordinario
    gli trasmette ascolti deplorevoli.
    Ma io lo so chi è Mark Lanegan arrogante bottegaio
    indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo
    dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys
    tu nemmeno ti facevi le pippe.
    Me ne vado.
    Me ne vado e lo odio.

    Ieri sera passa un video alla televisione e guardo distratto
    il cantante: è quel lurido clerk!
    ecco perchè quell'aria da stronzetto non mi era nuova.
    E tutto torna, alla fine.

    Lo scemo è il cantante dei (............) -------------->[e' censurato cazzo!!!si sente solo un Biiiiiiip!!!]
    Ho mal di stomaco, la bile travasa e me ne vado a dormire.

    Brutta bestia, l'invidia.